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Inferno/ 2

31 Maggio 2010 alle 20:30

Dagli armadi vaticani, dopo le mise tridentine, le pianete dimenticate e i copricapi desueti, ora salta fuori anche l’“inferno”. Non se ne parlava quasi più di questo luogo così politicamente scorretto e discriminatorio. Le alte sfere d’Oltretevere, negli ultimi decenni, ne hanno evocato la truculenta immagine giusto per dire che “esiste ma è vuoto”, no anzi, è pieno di chi inquina, o meglio, di chi evade (“restituzione o dannazione”). Con il nuovo look tradizionalista oggi l’inferno non stona, dunque rieccolo, con tanto di gironi dedicati. Certo il Vangelo evoca l’inferno quando parla dello scandalo ai piccoli e della macina al collo, ricordarlo può servire a riportare ordine nelle file del clero. Ma basterà il severo colpo di barra a ricondurre ad acque tranquille la Barca di Pietro? Difficilmente, perchè la vera “macina” che sprofonda è una mostruosa chimera con la testa di Mosè e la coda di Marx, unite al Corpo di Cristo dato in cibo ai “piccoli” della Sua Chiesa. Ecco il grande scandalo che genera gli scandali: la materia al posto dello Spirito, la Legge al posto dell’Amore. Senza l’ordine della Verità, il vecchio ordine della paura, oggi, serve solo a far ridere.

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