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Estasiato dal finale di Lost

31 Maggio 2010 alle 15:30

Scrivo queste poche righe per andare contro il leitmotiv della delusione che l'ultima puntata di Lost ha causato nei fan più intransigenti. Il finale, a dir loro, avrebbe la grandissima colpa di non svelare molti dei misteri dell'isola. Ma è così utile sapere a menadito tutto? Dover per forza ricostruire minuziosamente un puzzle di informazioni per creare in noi una trama comprensibile, giustificata e chiara? Adoro leggere. Ci sono tantissimi romanzi con trame avvincenti e con finali chiarificatori. Prendiamo Harry Potter o il Codice da Vinci. Si snodano lungo una fitta trama di misteri che poi si risolvono. Niente libere interpretazioni: il lettore medio è contento. Ma poi torno un po' indietro, a quei capolavori rimasti volontariamente irrisolti. Prendo la giornata di Leopold Bloom per le vie di Dublino: alzi la mano chi sa dove andrà Dedalus il giorno dopo! O con chi Molly fara all'amore! Prendiamo l'Iliade. Finisce in mezzo a una guerra, il Cavallo non è neppure menzionato. Chi vince? Chi torna a casa? Ce lo diranno altri miti, tragedie scritte centinaia di anni dopo. E' per questo che trovo fantastico il finale di Lost, irrisolto ma denso di significati e libero a molte interpretazioni. Sospeso in uno spazio senza tempo. La trama di ogni opera si dimentica in fretta: restano invece le emozioni, soprattutto quelle forti.

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