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Pietro Grasso

27 Maggio 2010 alle 15:00

Grazie a Pietro Grasso sono accadute due cose di gravità inaudita. La prima consiste nel tenore delle dichiarazioni del capo della procura antimafia, lo stesso Pietro Grasso. La seconda è che nessun giornale ha dato, incredibilemente, rilevanza alle sue dichiarazioni, forse perchè avvezzi più a diffondere intercettazioni (sarà questa la libertà di stampa?) che a cercare le notizie, quelle vere. Veniamo al dunque. Pietro Grasso ha sostenuto in una occasione pubblica (fonte ANSA), che le stragi mafiose del 1993 avevano lo scopo di "incidere gravemente e in profondita' sull'ordine pubblico, e hanno inteso agevolare l'avvento di nuove realta' politiche che potessero poi esaudire le sue richieste". Mancavano solo il nome e cognome dlle "realtà politiche" che tutti, se appena fossero sinceri, conoscono. Benissimo. Se un CSM esistesse davvero e operasse secondo la Costituzione il signor Pietro Grasso andrebbe cacciato, con ignominia, dall'ordine giudiziario. Perchè: Ha parlato senza avere alcuna prova delle sue affermazioni e allora è un mestatore, un mentitore, un fellone. Oppure: Ha parlato avendone le prove, e in tal caso viene meno alla sacralità dei suoi doveri d'ufficio per non avere perseguito i colpevoli, non agendo in coerenza con il suo dovere, giurato nei confronti dello Stato. Oppure: Diffonde fatti oggetto di indagine non ancora provati e, oltre a rendersi colpevole di diffusione di notizie coperte da segreto agevola, oggettivamente, la mafia, in concorso evidente con essa. Oppure: Parla per dare aria ai denti, e di un procuratore antimafia così la mafia può solo esserne felice. Quintum non datur Un plauso, comunque, alla stampa, come sempre coraggiosa, imparziale e che non guarda in faccia nessuno.

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