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26 Maggio 2010 alle 13:30

26 maggio 2010 Dieci anni di fantastiche scoperte, grazie alle ricerche sul genoma, ci hanno aiutato a capire meglio, e talora a spiegarci in modo completamente nuovo, alcuni comportamenti che prima era difficile comprendere. Convinti che larga parte di essi derivasse dall’ambiente in cui si viveva, o dall’educazione ricevuta, sappiamo ora che non è così. Che molte delle nostre manifestazioni, come per esempio il dover dipendere dall’alcool, il non saper smettere di fumare, la facilità o la difficoltà a rapportarsi con gli altri, e perfino, abbiamo letto, la fedeltà in amore, o il modo di ragionare, potrebbero almeno un po’, e talora molto, essere iscritte nei geni. Non dipendono dal contesto, cioè, bensì dalla struttura del Dna di ciascuno. Questo dovrebbe persuaderci del fatto che insistere in discussioni le quali provino a convincere Guglielmo Epifani è perfettamente inutile. © - FOGLIO QUOTIDIANO di Andrea Marcenaro Vorrebbe, quindi, convincerci che l'educazione è una perdita di tempo? Così stando le cose potremmo addirittura fare a meno dei maestri? Certamente ho capito male, ma qualche cosa d'insolito devo aver capito (Epifani è geneticamente a orologeria). O no?

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