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La Questione dirimente e gli Esercizi di stile

25 Maggio 2010 alle 12:00

Tra i punti forti dei pensatoi finiani c'e' la fine delle ideologie. E, poi naturalmente l'avversione per la politica strillata. Ieri, su due giornali diversi sono apparse due perle, 2 esercizi di Stile: una, sulle intercettazioni, di Giuliano Ferrara, che rimetteva in piedi tutte le questioni legate all'informazione, finora affrontate a testa in giu' dalla politica politicante e dagli slogan giornalistici. La seonda perla e' di Angelo Panebianco che - come suo solito - ha fatto ordine sulle questioni legate alla clandestinita' e alla "presunta" accoglienza. Digerite le perle, viene il dubbio che la questione dirimente in Italia non sia affatto la bava alla bocca o lo strillo, ma l'intervenire nel dibattito: a) per conquistare le prime pagine dei giornali; b) per offrire una visione intelligente, e non di parte, sulle cose importanti. Da questo punto di vista non bisogna essere delle volpi della politica per comprendere che i finiani fanno la loro (legittima) politica esattamente come tutti gli altri, privilegiando di gran lunga a), e non saranno dei convegni random a far loro conquistare la dignita' della b), che, solo con lunghi respiri e una lunghe pause di riflessione, due "voci" fuori dal coro degli sputa-sentenze quotidiani hanno potuto partorire ieri.

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