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Intelligent design

25 Maggio 2010 alle 12:30

Domandiamoci: corrisponde alle Scritture il carattere di Dio riconoscibile dalla teoria dell'I.D.? Dio delle Scritture è così? un architetto o un ingegnere che progetta il creato fin nei minimi dettagli? A mio parere dobbiamo trovare un modello teoretico più appropriato. In sostanza Dio non può aver creato qualcosa di rigido (un progetto, un disegno), non può non aver immesso nel creato qualcosa di sè e che a Lui rimanda. Mi riferisco alla "libertà", che assieme alla "razionalità" a me sembra profusa a piene mani nel creato. Libertà che presuppone una legge (senza la quale la libertà è qualcos'altro, qualcosa di mefistofelico, è anarchia, è caos) che presuppone un datore. Fin dal primo giorno della creazione Dio, apprentemennte paradossalmente a causa della sua onniscienza, "sta a guardare" l'opera sua, la passa al vaglio dell'empiria, la giudica. E solo dopo aver visto che "era cosa buona", procede oltre...e così via. Perche? non certo perchè Dio avrebbe potuto fare una cosa non buona, ma perchè ha fatto una cosa dotata anche di un tasso di libertà (che "è" da Dio, stiamo parlando del Dio delle Scritture)in base al quale, quella cosa, avrebbe potuto prendere una strada autonoma. In altre parole Dio crea, fornisce le leggi, lascia la sua creazione libera di aggregarsi, di tentare strade al cospetto di leggi esterne ad essa. Questo presuppone anche l'errore, che il più delle volte decade, ope legis, talaltra sta lì a monito e sfida alla nostra intelligenza. P.S.: qualcuno preferisce usare il termine di casualità invece che di libertà...ma questa è una scelta di campo. Libera.

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