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La sentenza definitiva sulle intercettazioni - solo sul Foglio

24 Maggio 2010 alle 17:45

Sgomentare come un imputato in attesa di giudizio sotto la scure dei piemme. Poi leggere Giovanni Falcone (dal Corriere) e trovarlo ineccepibile, altro che strumentalizzazioni su quello che il magistrato ucciso a Capaci pensava: «Una giustizia efficace e democratica» significa anche «razionalizzare e coordinare l' attività del pm, finora reso praticamente irresponsabile da una visione feticistica dell' obbligatorietà dell' azione penale, e dalla mancanza di efficaci controlli sulla sua attività». Continuare a leggere Falcone e provare soddisfazione: «se l' autonomia della magistratura è in crisi dipende anche dalla crisi che investe da tempo l’Anm, organismo diretto alla tutela di interessi corporativi», le cui «correnti si sono trasformate in macchine elettorali per il Csm», e dalla «pretesa inconfessata di considerare il magistrato una sorta di superuomo infallibile ed incensurabile». Ma poi, riprecipitare ugualmente nel marasma della notizia/giustizia, le leggi bavaglio, le sparate sulle ultime interecettazioni. Allora leggere, in pace, l'Elefantino e, solo cosi', recuperare quiete e silenzio, come solo una sentenza definitiva potrebbe fare.

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