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I giuristi e il diritto-dovere di informare.

24 Maggio 2010 alle 14:30

La pagina 4 del "Corriere" del 22 maggio, intestata: "Diritto di cronaca e democrazia / Il dibattito", curata da M. A. Calabrò, è dedicata al "pensiero" di vari costituzionalisti. Confesso di non avere avuto tempo (e sopra tutto voglia) di approfondire i contenuti, ma ad ognuno ho dedicato, nel lungo titolo, un pensierino. Il più puntuto mi è venuto per Capotosti (non rompesse!...). Per Onida mi è andata meglio, perché il titolo era: "il cittadino può scegliere solo se conosce", affermazione che mi ha provocato una domanda: cosa deve scegliere? La Giustizia deve essere efficiente e giusta (e i magistrati dovrebbero essere autonomi, anche da ideologie e voglia di apparire). Separato e in fondo, un pezzo dal titolo: "Il costituzionalista del Pd -Barbera: inutile lamentarsi per il "bavaglio". Il problema degli abusi esiste e va affrontato". Nessuna annotazione: non perché non appartengo a quella parte politica; non perché non la capisco, anzi... Però io ritengo che il problema non può essere eliminato con limiti alle intercettazioni, ma nella regolamentazione del loro uso. Anzi: siccome nel nostro strabordante sistema legislativo probabilmente è già regolato (fin troppo), si tratterebbe solo di tutelarlo concretamente. E per tutelare un interesse protetto si devono aprire dei procedimenti: qualcuno ha saputo (io sono molto distratto) se mai ce ne sia stato uno a carico di funzionari e parti diverse e/o di magistrati infedeli?

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