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Batteri artificiali e Ogm

24 Maggio 2010 alle 16:00

La scoperta del prof. Venter è stata accolta da favorevoli aperture sia dal mondo scientifico che dal mondo filosofico e da quello religioso. Gli OGM hanno altresì forti opposizioni sia ideologiche che scientifiche. La prima suscita entusiasmi per i secondi si invoca il principio di precauzione se non, addirittura, la messa al bando: i famigerati cibi Frankestein. Io, riflettendo su queste diverse prese di posizione, cerco di farmi un’opinione scevra da preconcetti, perciò metto in evidenza alcuni punti per me importanti. Gli Ogm hanno una possibilità di riproduzione decisamente più limitata rispetto a dei batteri che si prevede di rilasciare in numerosissimi esemplari liberi in natura. Alcuni Ogm sono sterili perciò la loro espansione è assolutamente controllabile. I semi degli Ogm per nutrirsi hanno bisogno solo di radici, contrariamente a tutti gli appartenenti al regno animale, e la natura ci dimostra che l’alimentazione per un organismo animale può cambiare nel tempo. I batteri rilasciati nell’ambiente oltre a riprodursi senza controllo alcuno entreranno inevitabilmente nella catena alimentare: dopo il tonno al mercurio mangeremo quello al petrolio? Piccoli organismi animali possono diventare veicolo di trasmissione di contagi pericolosi per l’uomo. Ohibò, dico a me stesso, è possibile che basti un obiettivo politicamente corretto per far buttare a mare tutte le ragionevoli cautele nei riguardi di una scoperta scientifica? Ribadisco quello che ho scritto ieri: la scienza deve andare avanti ma, in accordo con la politica, deve stabilire prioritariamente e inderogabilmente la liceità dell'utilizzo delle sue scoperte.

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