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Mara Franceschini e l'omofobia

20 Maggio 2010 alle 09:00

Come al solito non c'è mai un tentativo di chiarimento del termine "omofobia". In caso di violenza perpretrata contro un omosessuale bastano le leggi normali per punire i colpevoli. Far passare la legge "contro l'omofobia" significherebbe dare una ulteriore, subdola garanzia. Io sarei il primo a difendere un omosessuale maltrattato ma non tollererei (e sarebbe così una volta introdotta tale legge) di subire sanzioni qualora protestassi, per esempio, sapendo che l'omofobia viene propagandata nelle scuole, ai miei figli, come si sta facendo nei Paesi scandinavi e anglo-sassoni (vedere il caso della Germania dove a scuola si promuovono addirittura incontri con rappresentanti omosessuali e si fanno risolvere problemi specifici sul tema, del tipo: "Tu sei Peter e in un bar addocchi un amico che ti piace: vuoi fidanzarti; come lo dici ai genitori?". Potrei portare molti altri esempi di pratiche studiate a tavolino, anche per diffondere l'altra pericolosissima ideologia del "gender"). Un prete potrebbe anche essere arrestato se dal pulpito (come accaduto in Svezia), coerentemente alla dottrina cristiana, sostenesse che l'omofobia rappresenta un disordine non naturale e le nazioni che non concedessero via libera ai matrimoni omosessuali sarebbero sottoposte a sanzioni a quel punto legalizzate. Franceschini usi meno disinvoltamente la parola tardo-maschilismo e mediti sui guasti enormi procurati dal femminismo radicale in materia di aborti e di distruzione della famiglia.

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