cerca

Ecclesia semper reformanda

19 Maggio 2010 alle 09:00

A me pare – e lo dico da cattolico – che sfugga un po’ il concetto stesso di Chiesa: passa come una realtà esclusivamente umana e non voluta da Dio; a completa disposizione dell’uomo e non “fedele Sposa”; liberamente assoggettabile a qualsivoglia “riforma” democratica e non gerarchico-sacramentale. Durante la celebrazione della messa antica, nel momento di maggiore tensione spirituale – prima della comunione – il sacerdote pronunciava: “Non guardare ai miei peccati, ma alla fede della Tua Chiesa”. L’unica riforma possibile è questa: la santità. E quest’anno ci è offerto il modello: il curato d’Ars e il confessionale.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi