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Sacra Sindone / 9

18 Maggio 2010 alle 09:51

Gentile Andrea Fontanive, una vera complementarietà fra scienza e fede, intesa come scambio paritario di “informazioni” utili ad arricchire la conoscenza nei rispettivi campi, è impossibile. Non si possono sommare le pere alle mele, e il “dominio” della fede non coincide con quello della scienza, anche se quest’ultima può benissimo esservi ricompresa e trovare in esso ogni concordanza con i propri assunti. In altre parole (paradossalmente per un ateo), la fede può aiutare la scienza a conoscere la verità e non viceversa. La base conoscitiva della scienza è la sperimentazione e l’osservazione, quella della fede è la tradizione e la coscienza. Le verità relative della scienza si basano su convenzioni relative: i postulati. La verità assoluta che si coglie per fede si basa su cognizioni acquisite “per contatto diretto” e ritenute in coscienza incontestabili da coloro che le hanno tramandate e che le tramanderanno. Tornando alla Sindone, su di essa esistono “informazioni” mediate ( dalla tradizione e dalla stessa scienza ) ed immediate ( coscienza e comune buon senso ), che inducono chi ha il dono della fede a riconoscervi il Telo che ha avvolto il Corpo di Cristo. Quando vi sia una parte della scienza che confuti la veridicità della storia di un Oggetto che per la cristianità, per i motivi suddetti, è divenuta “verità di fede”, è inevitabile che i propri risultati rimangano nella sfera del relativo da cui provengono. Detto questo rispondo alle altre sue domande. L’utilizzo del carbonio come strumento di datazione nel caso della Sindone è grossolanamente errato anche all’interno del campo della relatività scientifica, qui non c’entra la fede. L’unanimità scientifica, intesa non come concordanza valida solo in un determinato tempo, è a sua volta un “assoluto” e come tale non sarà mai in contraddizione con le verità di Dio.

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