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Le montagne dell'Hindukush

17 Maggio 2010 alle 17:14

Afghanistan, la terra degli afghani, lì fra le mitiche montagne dell'Hindukush dove inglesi e sovietici persero la faccia , dove perfino Alessandro il grande non ne uscì proprio in trionfo.Da quasi dieci anni ormai , stessa sorte per le forze alleate ONU dell' ISAF, sotto la regia americana.Un territorio aspro ed enorme , governato da millenni dalle tribù di etnia pasthun e tagika, che non riconosce altro potere se non il loro.O il moderno business dell'oppio.L'operazione detta di peacekeeping delle forze alleate, inconcludente e sanguinosa, sembra un errore storico, prima che politico.La missione enduring freedom, iniziata all'indomani dell'attentato alle "torri gemelle" si è trasformata nel corso degli anni in una vera e propria esportazione di democrazia; pur non riuscendo a controllare che una piccola parte del paese.Non vedo proprio come si possa trapiantare una democrazia commerciale su di un popolo ed uno stato che da millenni vive e perpetua altri usi e costumi.Non capisco che democrazia sia "esportare la democrazia", con bombardamenti e contingenti militari armati fino ai denti, anche se necessari per ripulire il territorio.Sarebbe stato necessario uno "strike" chirurgico, netto e decisivo, contro talebani e alleati, per poi tornarsene a casa e non restare nella melma della solita "palude" asiatica.Si sarebbe così evitato un colossale spreco di risorse umane e denaro, utilizzabile per fini più intelligenti e lo sconsolato pianto di migliaia di madri.Vero che adesso gli afghani hanno un governo democraticamente eletto, ma questo non è sufficiente a considerarlo un paese civile o bonificato.Quello che non è stato risolto in dieci anni, dubito si risolva con un altro anno. Le forze ISAF aumentano i contingenti, anche quello italiano, come se volessero portarsi a casa i sassi e la neve delle fastose montagne dell'Hindukush.

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