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Sacra Sindone / 7

14 Maggio 2010 alle 10:07

Gentile Andrea Fontavive, certo che critico la Chiesa – o meglio, la Gerarchia – per il suo modo d’agire riguardo la questione Sindone. Non tanto per aver “considerato attendibili” certe perizie di parte (avversa al cristianesimo) effettuate su di essa, quanto piuttosto per aver dato a queste “autorità di insindacabile giudizio”, confermandone in modo definitivo i risultati. La Chiesa è luogo dell’assoluto, non del relativo. Assolutizzare la relatività scientifica vuol dire aprire le porte alla relativizzazione di quell’Assoluto che la Tradizione della Chiesa – come detto nella precedente mia – incarna e comunica. Lo smacco galileiano dimostra che la Fede non si deve impicciare di scienza, ma è altrettanto vero che la scienza non si deve impicciare di Fede, soprattutto quando vi sia conflitto di interessi con un'altra “fede”, quella ateistica. L’utilizzo del carbonio per la datazione del Sacro Telo, ora come allora, è stato giudicato grossolanamente inadeguato da una marea di esperti, cristiani e non. Perché dunque non lasciare aperto il dibattito fra scienziati, invece di bollare col termine “icona” la prima Reliquia della Cristianità, in virtù di una opinabilissima analisi tecnica, assurta al grado di inappellabile sentenza passata in giudicato?

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