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Considerazioni sulla crisi/2

14 Maggio 2010 alle 14:09

Condivido la tesi secondo la quale i paesi in crisi (Grecia, Portogallo Italia etc) se lo sono ampiamente meritata. I comportamenti individuali, cartina di tornasole per la civiltà di un paese, sono centrifughi rispetto all’unità d’intenti che ogni nazione dovrebbe geneticamente avere. E’ però altrettanto vero che la classe politica, che dovrebbe interpretare con intelligenza la situazione, è incapace di coesione e di lungimiranza. Troppi personalismi hanno, in questi anni, vanificato sforzi tesi alla soluzione dei problemi. La mancanza di regole chiare, ad esempio sulla corruzione o sugli sprechi, permettono all’infinito di perpetuare la situazione. Regole chiare che nessuno vuole veramente perché nelle pieghe delle leggine si possono ottenere favori personali o del proprio gruppo di riferimento. Non sono certo gli stipendi e le baby pensioni dei parlamentari che possono risolvere i problemi di bilancio, tuttavia sono indicativi di una mentalità arrogante, individualista e contro l’unità del paese, che ha superato da almeno dieci anni il limite della decenza. Uno stato che da vent’anni parla di cambiamento e che non riesce a realizzare, è una nazione destinata a fare la fine della Grecia.

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