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Maggioritario vs proporzionale

13 Maggio 2010 alle 21:00

E' di questi giorni, dopo i risultati del voto inglese, una sorta di j'accuse e revisionismo sulla capacità di dare maggiore stabilità di governo da parte dei sistemi elettorali di tipo maggioritario. Premesso che la correlazione tra la durata di una legislatura e il modo di votare non è legata da un' equazione matematica, si ha però la certezza, data da analisi e statistiche decennali, che la frammentazione data dal sistema proporzionale sicuramente non fornisce più amplie garanzie in tale senso. Di fronte a questo dualismo, che nel dibattito fra le parti riguarda pure quale fra i due sia il più rappresentativamente democratico, va però precisata una cosa. Quando una crisi morde mangiandosi posti di lavoro e potere di acquisto dei salari in modo tale da creare diffuso malcontento, quando un paese al suo interno ha in essere fenomeni di integralismo e lobbismo che lasciano intravedere se non ancora possibili derive antidemocratiche però già marcate posizioni apertamente discriminatorie, proprio allora per impedire che persone sfruttatrici o portatrici di tali situazioni si possano istituzionalizzare nei gangli di uno stato, non la statistica ma la storia lo ha mostrato chiaramente, è necessario rafforzare e non indebolire uno dei più potenti anticorpi a disposizione della politica alta. Ovvero mantenere se esistente o introdurla se mancante una legge elettorale che faccia da diga a possibili partiti di stampo populista e antidemocratico. E nel ventaglio di possibilità dei vari sistemi elettorali il maggioritario è quello che più garantisce questa protezione.

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