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Depravati dai derivati

11 Maggio 2010 alle 14:15

Ieri ho picchiato mia moglie. L'ho riempita di botte. Ora è gonfia e livida. Non so se lo meritasse o meno, ma l'ho fatto. Oggi, però, le ho regalato un diamante. Piccolo, ma molto luminoso. L'ho coccolata e accarezzata. Le sono stato vicino. Domani mi sa che le spezzo un braccio. O almeno il polso. Dopodomani si vedrà. Forse le compro un vestito. Allora, che credibilità può avere un uomo che un giorno uccide e il giorno dopo cerca di far rivivere la propria moglie? Nessuna? Beh, è la stessa credibilità che hanno oggi i mercati, la borsa, il sistema finanziario in genere. Un settore che un giorno ti massacra e il giorno dopo ti manda in paradiso. Salvo che quel paradiso se lo gode solo il grande capitale parassitario, la speculazione. Che sappiamo cosa significa, ma non sappiamo come è fatta, che faccia abbia, chi siano materialmente questi speculatori. I quali, se diamo retta al Sole 24 ore, possiedono ben 600mila miliardi di euro in derivati. Cioè in pacchetti scommesse (cade la borsa-sale la borsa) che corrisponde a non so quante decine di volte il PIL del mondo. Un pacchetto per smuoverlo e scuoterlo questo mondo. Per affossare chiunque. Per corrodere il sistema civile. Per annientarci. Che dire? Che la somiglianza tra quel marito è il mondo dell'economia è molto più vicina alla diversità di lettere alfabetiche che c'è tra derivati e depravati. Molto poca, quindi. Perciò, Grecia permettendo, mica stiamo messi bene.

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