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Il privè

10 Maggio 2010 alle 16:45

Il gelido vento della crisi e del default penetra le mirabili colonne di Fidia al Partenone, spazza le insanguinate plazas de toros di Spagna e sferza pure i mitici moniliti inglesi di Stonehenge.I ministri riuniti ieri a Bruxelles cercano misure drastiche per risolvere il problema, ma in verità il vero problema sono proprio e solo loro.L' Europa delle lobbies di lesbiche, froci ed eunuchi, l'Europa dei banchieri ladri, falsari e usurai, degli ignobili burocrati marionette e compari dei loro "padrini" politici.Il continente antico, riunito dapprima sotto la luce ed il diritto dei cesari romani e poi dalla fede cristiana, ridotto spoglio di idee, di valori e pensieri, di credo.L'Europa che trema solo al sospetto crudele di poter perdere perfino l'ultima cosa rimastale; il conto corrente. L'Europa, la prostituta più raffinata e moderna, che si emoziona e stravede ormai solo per i suoi cani e gatti paffutti, diffidando alla grande di sua moglie e del suo stesso marito.La crisi che squarcia le nostre sicurezze assieme ai bilanci bancari e statali, pone anche una pesante ipoteca sul concetto attuale di democrazia e di demos, il popolo.La socialdemocrazia europea ha di fatto trasformato gli imprenditori in semplici appaltatori, più spesso in miserabili truffatori.Il moderatismo imperante , il totem del voto "comprato" ed idiota, ha ormai elevato a nostri "dominus"i controllori; finchè il popolo tutto non tornerà a riprendersi il suo potere sui "controllori", la democrazia resterà un ricco "privè" per pochi intimi.

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