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Sacra Sindone

6 Maggio 2010 alle 20:27

Gentile Daniela Castelli, il suo intervento sarebbe perfetto, se non fosse basato su un equivoco sostanziale e non solo di forma: lei parla di "Icona" ma la "tratta" come se fosse un dipinto. Un'Icona non è un dipinto! Non è la rappresentazione di ciò che viene raffigurato: è essa stessa ciò che raffigura. Nel mondo ortodosso il valore di un'Icona è spiritualmente e simbolicamente (simbolo=credo)inestimabile, ecco perché gli artisti (spesso monaci)che si aggingono a realizzarne una digiunano e pregano con fervore: non la considerano come opera loro, ma dello Spirito Santo(infatti, non le firmano)! BXVI, quando parla di icona, ha in mente proprio questo concetto, cioè è consapevole di avere di fronte la stessa sofferenza di Cristo che si attualizza oggi come 2000 anni fa, cioè la stessa presenza di Cristo: cioè la sindone è memoriale essa stessa e non ricordo e rappresentazione. Con il suo pacato, ma appassionato intervento, purtroppo dimostra di non comprendere che le parole di BXVI non solo non negano la tradizione (come lei giustamente la intende e oltre), ma anzi la confermano e la rinvigoriscono. Purtroppo, i molti pregiudizi di cui è oggetto il sommo pontefice, le hanno impedito di guardare più in là e di arrivare al cuore delle parole. Che poi molti all'interno della Chiesa (consacrati e laici) dubitino è un'amara realtà dovuta alla poca fede, e forse molti si sentono dire le parole che Cristo stesso rivolse a Pietro su lago di Tiberiade: "modicae fidei, quare dubitasti"? In attesa che il suo forte braccio li tiri fuori dalle acque. Ma il dubbio (o per lo meno questo tipo di dubbio)non appartiene certo a BXVI. P.S. questo è il mio primo intervento su HPC e devo dire che è... emozionante. Grazie

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