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Atena brucia

6 Maggio 2010 alle 14:45

Temiamo il terrorismo islamico, giustamente, lo controlliamo minuziosamente per impedir loro di uccidere e paralizzare la vita delle nostre città, ma per questi “black bloc”, sfrenatissimi asociali scatenati dall’odio anarchico, le nostre forze dell’ordine devono subire oltraggi e affronti delinquenziali che spesso fanno dei morti fra le forze di polizia. Questa racaille (come la definì Sarkozy), ciurmaglia da galera, brucia e distrugge ogni cosa che capiti sotto la loro furia demolitrice. Siamo vittime di questi NAZISTI DA STRADA e non sappiamo nemmeno quale sia lo “Stato Sociale” da essi vagheggiato. Cento volte meglio i talebani che, se non altro, sono guidati dalla voce di Allah per la grandezza dell’Islam. E' mortificante l’adesione demagogica che l’Epifani, leader della CGGL nostrana, offre alle proteste dei disoccupati e di quelli che temono di perdere l’occupazione. Mi pare legittima la preoccupazione dei lavoratori che stanno per perdere il posto di lavoro, ma protestare con grandi manifestazioni di popolo, che aizzano gli odi dei diseredati nei confronti dei più abbienti, è certamente un modo anacronistico di pretendere giustizia e parità di trattamenti. Il lavoro è la parte sostanziale di una società che voglia prosperare, ma se condizioni particolari (disastrose) frenano lo sviluppo economico erga omnes, non saranno gli scioperi a procurare il lavoro e giustizia per tutti. Una società civile si governa con le leggi, non è tumultuando che le leggi si fanno più efficienti. I Sindacati dovrebbero saper interpretare questo bisogno di legalità, indipendentemente da quelle manifestazioni oceaniche che provocano incidenti mortali e costano alla collettività più di quanto lo sciopero si prefigga di garantire ai lavoratori. Concetti elementari, ma che il nostro demagogo, Epifani, ignora per l’ambizione di apparire demiurgo.

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