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Lo stato della musica

4 Maggio 2010 alle 18:30

Da grande appassionato, leggo sempre con interesse lo “Stato della musica”. Anche nelle periodiche recensioni musicali, il Foglio regala analisi e indicazioni mai banali e sempre acute. Solo una domanda : non è proprio possibile avere, almeno di tanto in tanto, qualche recensione di musica classica in più ? Ricordo che ve ne erano regolarmente in passato. Incredibilmente poco amata e seguita in Italia, tanto più dalle giovani generazioni, penso meriterebbe qualche piccola ma costante attenzione anche da parte del mio amato Foglio. Non fosse altro che per un motivo: se si ha sufficiente sensibilità musicale, poche altre esperienze quanto l’ascolto di una messa di Bach o di un sinfonia o un quartetto di Mozart e la comprensione delle loro bellezza e perfezione assolute, possono spingere anche un “ateo con anima” (penso ve ne siano tanti tra i lettori del Foglio) a pensare, magari solo per un attimo, a Dio. Insomma mi sembrerebbe una scelta coerente con l’identità del giornale. Per inciso, colgo l’occasione per dire (un po’ in ritardo in effetti) che l’unica cosa che mi ha deluso dell’appassionante (appassionante anche per un agnostico) libricino di Langone, “Manifesto della destra divina”, è proprio la mancanza, nella lista finale delle musica da ascoltare, di almeno un opera di Bach. Eppure, sono certo che Langone lo ascolta e lo ama. Chissà, forse ha avuto paura di essere troppo scontato e ovvio consigliando Bach. E' un dettaglio, ma Langone ha sbagliato secondo me. “Mentre ascoltate Bach vedete germinare Dio. L’opera di Bach è generatrice di divinità. Dopo una cantata, un oratorio, una Passione, Dio deve esistere. Altrimenti tutta l’opera del Kantor non sarebbe che un’illusione lacerante”, diceva E. Cioran

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