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Kiki e i moralisti

27 Aprile 2010 alle 12:00

Ho divorato il racconto di Di Michele e le postille di Arbasino sulla figura fino ad allora a me sconosciuta di Urbani e sul mondo nel quale ha vissuto. Ridurre tutto ciò ad una descrizione di personaggi per la maggior parte vomitosi mi pare incredibile. Persone (non personaggi) che hanno rappresentato un mondo culturalmente, socialmente ed anche politicamente di livello incomparabile rispetto alle miserie attuali finiscono per essere vittime del moralismo calvinistico-leghista. Parassiti romani, fedifraghi e papponi, quindi vomitevoli.

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