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Cavaliere concavo o convesso ?

27 Aprile 2010 alle 10:30

Nella disputa tra Fini e Berlusconi, per quanto riguarda le loro ragioni di fondo io mi schiero, senza esitazione, tra i sostenitori del Cavaliere. Però, riflettendo a posteriori sullo scontro in atto e soprattutto su quello che è avvenuto al Congresso del PDL, ho provato un senso di leggera delusione per il modo in cui il Cavaliere ha gestito il conflitto con Fini, tanto più in un momento così decisivo quale era il dibattito in diretta. Non ci ha ricordato spesso, tanto spesso, l’Amor nostro, quanto sia importante trovare per ogni interlocutore parole che lo possano gratificare e ci facciano entrare sintonia con lui ? E di quanto egli sia imbattibile nel fare questo ? Io l’aneddoto della lunga schiera di persone a cui lui stringeva la mano trovando per ognuna, anche la più malmessa, uno spunto per fare un complimento, glielo avrò sentito raccontare una decina di volte, almeno. E non ci ha ricordato, anche in questo caso tante tante volte, della sua grande capacità di farsi concavo se l’altro è convesso, e di farsi convesso se l’altro è concavo ? Com’è che questa abilità non è scattata con Fini, tanto che a momenti quei 2 si menavano in diretta davanti all'Italia tutta? Devo però dire che sentendo l'altra sera Fini dall’Annunziata e avendo conferma di quanto, almeno per le mie sensibilità e visione delle cose, siano generiche, vaghe, evanescenti e ambigue le sue parole e posizioni, capisco che anche per un uomo di talento relazionale come il Berlusca sia difficilissimo rapportarsi a lui. E che, dopo 2 anni in cui cercava, senza successo, di capire se con Fini doveva diventare concavo o convesso, ad un certo punto al Cavaliere gli siano pure girati i “2 mondi”.

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