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Berlusconi-Fini: analisi di un divorzio

27 Aprile 2010 alle 10:00

Alla base del dissidio Fini-Berlusconi esiste una doppia motivazione: una di forma e una di sostanza, tenendo presente che in politica spesso la forma è altrettanto importante che la sostanza. Certamente è anomalo che un leader attacchi per mesi la propria coalizione , formulando “coram populo” critiche e ultimatum fino a far scoppiare la rissa all’indomani della vittoria elettorale. Tuttavia nessuno può disconoscere che la sostanza di alcune questioni poste da Fini,quali la questione del Sud, la riduzione della spesa pubblica, l’abolizione delle Province inutili, la riforma fiscale, il rapporto con la Lega, un’ applicazione equilibrata del federalismo fiscale, rappresentano temi importanti che finora non hanno trovato la giusta attenzione da parte del Governo. A questo va aggiunto che i due non si sono mai amati e che il loro matrimonio è stato più il frutto di un equilibrio di interessi che il risultato di un comune progetto politico. Oggi, gli scenari possibili sono due .Visto che nel Pdl le elezioni anticipate con convengono a nessuno, Fini e il suo manipolo resteranno a fare il grillo parlante all’interno del partito di maggioranza e costituiranno proprio la metastasi denunciata da Berlusconi. Oppure il Governo cadrà , non tanto per l’attacco della opposizione quanto per la spinta opportunista di Bossi . Inizierebbe così una nuova stagione politica e le coalizioni future non sono facili a prevedersi.

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