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Annaleva calcistica del...giovanissima

27 Aprile 2010 alle 08:30

Il punto, stavolta, bravissima Annalena che di tutto capisce e su tutto scrive, e di questo suo tutto capire e scrivere sempre tutto condivido, forse sta in: “questa colonnina non capisce nulla di calcio”. Al tifoso, tralasciando il teppista, dalle manifestazioni più auliche e argute del rimpianto Peppino Prisco a quelle più selvatiche udibili in ogni bar d’Italia, il senso dell’umorismo non manca poi del tutto. Anzi, molti narratori di sport dovrebbero pagare loro una sorta di copyright. Se poi vogliamo tirare dentro pure il delinquente da galera travestito da pasionario, altro che galateali e ingessati codici; pugni, sputi, molotov, coltellacci, asce, scimitarre molto da pirata e poco da signore. Però nodo centrale è il ragazzaccio. Smisurata ambizione quella di volere essere il più forte? Il numero uno, Lui Diego, esempio da scegliere obbligatoriamente visto l’ego giustificato dai mezzi che SuperMario ha, l’aveva sì immensa e cannibale. A dieci anni in una profetica intervista dichiarava di volere vincere la Coppa del Mondo. Vincere e non essere si badi, differenza abissale nella filosofia pallonara, e non solo, che trasforma uno da un 'er più' qualsiasi a un trionfatore con la T maiuscola. E vincere significa con i compagni verso i quali, Lui Diego, strafottente amabilissimo, mai usò strafottenza. Il dito medio può essere alzato ma prima va anche un po’ messo metaforicamente, sia consentito parlando di palle, nel c. dell’avversario, che non sarà divertente come un tiro al volo però può infastidirne la corsa minaccia ai sogni di gloria. La maglia si può gettare, ma prima di raggiungere terra un poco sudata deve essere perché nel calcio, e non solo, si perdonano anticonformismo offese irriverenze e strafottenze, ma si ama chi sputa lacrime sangue e sudore, si sempre sto sudore, che l’ Albertone nazionale sintetizzò con “chi si estranea dalla lotta è n gran fio de na m…”. Ma questo non diciamolo a Balotelli, visto che dà ascolto solo alla sua adorata mamma.

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