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Mutandine & chiffon

26 Aprile 2010 alle 18:00

Non per essere originale frugando nella scarsella vuota delle spese voluttuarie, ma nemmeno due soldi posso investire per godermi “Memorie retribuite”, assemblate da Carlo Frutterio a maggior gloria dei suoi pasti frugali. Immagino delicatissimi vol-au-vent à la Reine, orata al forno, costolette d’agnello di Ciociaria alla brace, insalata di “Radicchio di Chioggia”, cicoria, cicorino, carota, sale e aceto. Ostriche del Golfo di Arcachon, vino bianco, Greco di Tufo per l’orata, e Amarone rosso per le costolette. Tutto con elegante nonchalance, in un rituale sacerdotale che conferisce al gesto volgare del “magnare” la ieraticità di un offertorio fatto a Dio figuratamente, e allo stomaco sostanzialmente. Da un terrazzo di Marina Piccola che affaccia dui Faraglioni, spettacolo unico che Dio consente a pochi eletti della sua benevolenza. Fra una parola e l’altra scambiate prima del parco pasto, un’ostrica o due ed anche tre, per offrire allo stomaco le delizie del palato: una spremutina di limone, un pizzico di pepe macinato all’istante. Risuona goloso il risucchio immancabile per ingollare il mollusco nelle sua interezza, un cocktail di gamberetti e l’afrodisiaco ci sostiene per discettare di pizzi e merletti in attesa di essere abbassati per consentirci l’accesso volgare alla bocca dell’amore. Un’ostrica olezzante, prigioniera di chiffon merlettati, che s’aprirà al risucchio che ingoierà per l’ebbrezza erotica dei sessi in famelica voluttà. Poi tutto si placherà, i sensi satolli del goduto s’afflosceranno e il sonno ci coprirà, ristoratore, con le arti di Morfeo.

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