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Fineide

22 Aprile 2010 alle 16:15

La tesi secondo cui la piccola corrente Finiana non può infastidire, è poco credibile. Se a livello della direzione del partito la maggioranza vince, in parlamento le cose possono cambiare. Un veto Finiano su un qualsiasi provvedimento riformista porterebbe la sinistra, già molto assente e divisa, a ricompattarsi contro Berlusconi, nella speranza di una sua caduta. In linea teorica una modalità di pensiero non allineato può essere salutare all’interno di un partito, in Italia ha spesso portato a scissioni o espulsioni. Fini non ha costituito in modo soft la sua corrente, ha esternato prima delle elezioni, con un tempismo molto eloquente. Non so cosa succederà, ma fino a prova contraria ritengo che il presidente della camera, volente o per visibilità, cercherà di cuocere a fuoco lento la maggioranza, come Casini prima di lui. Contrariamente a quanto pensa Fini, si rinsalderà l’asse Berlusconi-Bossi. Evitare il logoramento che portò per 24 mila voti la vittoria di Prodi, è un obiettivo irrinunciabile per entrambi i partiti.

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