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Arrivederci amore, ciao...

21 Aprile 2010 alle 13:45

La sortita finiana è, a dir poco, fuori tempo, e non la si comprende neanche nella prospettiva "basic" del socio di minoranza che si agita per avere maggior controllo e/o potere all'interno dell'assemblea dei soci: il Berlusconi è quel che è, non "muta d'accento" e, sotto questo aspetto, egli è profondamente onesto, con se stesso e con gli altri. Il Bossi lo ha capito: si ha da offrire qualcosa di sostanzioso in cambio altrimenti l'uomo d'affari meneghino non si scomoda e anzi -- giustamente, dal suo punto di vista --, ti fotte... D'Alema è ancora lì che conta le monetine di cioccolata che il Silvio Nazionale gli ha lasciato all'uscita della Bicamerale. E' che tutti questi della vecchia scuola uno come il Berlusconi non riescono proprio a immaginarselo: continuano a giocare con la racchetta di legno mentre Mister B usa i nuovi attrezzi in fibra di carbonio, grafite, boro, ceramica, kevlar, thermolon. Insomma, è un confronto improponibile. A quelli come Fini e D'Alema restano le fondazioni culturali: una nobile causa, si ha da dirlo, e senza sarcasmo, solo che le prospettive temporali si dilatano mostruosamente. Nel frattempo... Beh, nel frattempo, perchè non comprare una tenuta nel senese e, magari, produrre anche un buon vino? Per "Noi" sarà sempre meglio che leggere i libri di Veltroni.

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