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Gita scolastica

20 Aprile 2010 alle 17:30

E'l'alba di una mattina di primavera quando partono per la gita scolastica. Sono pronti in anticipo e non vedono l'ora di uscire con la valigia colma e la borsa a tracolla. Sono giorni che non pensano ad altro, che organizzano e si trovano lì prima che arrivi l'autobus, a ridere e a decidere il posto dove sedersi. Noi, i genitori, stentiamo a scendere dalla macchina per l'aria ancora fredda. L'enorme veicolo arriva e da la sensazine di essere troppo veloce. Due, in divisa, scendono e li scruti, cerchi di capire l'età, l'esperienza. Allora dici loro qualcosa di banale per sentire la voce, per vedere lo sguardo, come una raccomandazione per chi ti è più prezioso al mondo. Salgono, cerchi la loro sistemazione, pensi quale può essere il posto meno pericoloso ma subito ti rendi conto che è stupido perché non esiste e tanto non succede nulla. Da dietro il finestrino fanno un cenno con la mano e subito tornano tra loro. L'autobus si allontana e pensi di essere il solito esagerato anche se hai memorizzato sul telefono i numeri delle amiche e dei professori di tua figlia.

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