cerca

Saviano, Berlusconi e la ribellione al politicamente corretto

19 Aprile 2010 alle 15:30

La sinistra reagisce sdegnata (torna addirittura in campo Veltroni) di fronte alle critiche a Saviano da parte di Berlusconi che lo ha citato tra gli esempi di coloro che, con le loro opere, enfatizzano oltre misura il fenomeno mafia e la relativa immagine negativa dell'Italia nel mondo. Ieri, impegnato in lungo viaggio di lavoro, mi sono fermato in 2 autogrill e vedendo, in entrambi, grandi espositori con il nuovo libro di Saviano, ho sinceramente provato un senso di leggero fastidio e “saturazione”; ho sentito invece un leggero piacere sentendo una signora dire ad un altro: "Sarà bravo e coraggioso questo Saviano, però che palle, è sempre dappertutto". Io e la sconosciuta signora non costituiamo, evidentemente, un campione statistico rappresentativo. Sono però convinto che questo sentimento comincia ad essere diffuso e che la sinistra che si sdegna per il commento di Berlusconi si dimostra al solito, anche su questo argomento, incapace di cogliere un aspetto essenziale del rapporto di sintonia del premier col paese reale. Cioè quello di dar voce al senso comune di un vastissimo numero di cittadini normali, semplici, ragionevoli, parte dei quali, tra l'altro, per molto tempo ha anche vissuto un complesso di inferiorità culturale verso la sinistra e ha subito la dittatura del "politicamente corretto", dominante in ogni discorso su letteratura, cinema, società…Cittadini che non sono così stupidi o privi di coscienza civile da volere che si smetta di parlare della mafia, ma percepiscono che di parole sulla mafia se ne sono dette e scritte tante, forse davvero troppe, e che ora quello di cui c'è bisogno è solo "banalmente" di agire contro di essa con sempre più incisività. Mi azzardo a dire che Berlusconi coi suoi giudizi su Saviano (anche se non di critica letteraria), in un certo senso, si inserisce in quel processo iniziato tanti anni fa con la ormai celebre, coraggiosissima e liberatoria frase del ragionier Fantozzi sul film “La corazzata Potëmkin”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi