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Raimondo Vianello e Giancarlo Fini

16 Aprile 2010 alle 17:58

Forse ricado nell’eterno gioco degli occhiali con lenti rosa nel rivalutare il passato, ma non riesco dal trattenermi nell’accostare le esistenze di due personaggi oggi all’attenzione delle cronache e che definirei simboli generazionali. La coerenza morale e la sottile intelligenza dell’uno, che in giovanissima età ha superato con coraggio e dignità una travagliata fase della nostra storia nel corso della quale altre “famose” celebrità si sono trasformate in voltagabbana rinnegando il proprio schieramento ideologico per puro opportunismo e l’algido atteggiamento dell’altro, rappresentante di una generazione di pallidi fantasmi politici privi di nerbo che caratterizza questa Italia senza più ideali e desiderio di misurarsi con fatti concreti. Vianello era un uomo dall’humour sagace, ma determinato nelle proprie convinzioni, che ha allietato generazioni di italiani e la cui eredità morale non va sottovalutata data la cronica carenza di esempi illustri. In Fini al contrario sembrano convergere tutte quelle caratteristiche sopravvissute alla prima repubblica che ne fanno più un naufrago democristiano che un uomo della futura provvidenza! Esorterei i giovani a cercare in alto. Addio Raimondo dalla schiena diritta!

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