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Dio e i frequentatori del bar dello sport.

14 Aprile 2010 alle 21:00

Oggi ho trovato su "Avvenire" una bellissima lettera diretta ad Odifreddi, tutta da leggere, ma ne riporto il punto che più mi ha colpito: "Lei è un bravo matematico, ma quando esce dal seminato e fa il tifoso dell’ateismo, cercando di dimostrare la non esistenza di Dio, si rivela un pessimo uomo di scienza, e ragiona su questi argomenti (fondamentali per ogni uomo, ateo o credente che sia) come un tifoso di calcio ragiona al bar dello sport. Se lo lasci dire da un ateo: se è vero che non si può dimostrare con la matematica l’esistenza di Dio, è anche vero che nessun teorema del mondo riuscirà mai a dimostrarne la non esistenza". Il vecchio concetto è stato richiamato da Vittorio Messori nei suoi bestseller venduti in tutto il mondo e lo condivido senza riserve da anni, prima di conoscere il pensiero (?) del bravo matematico. Non ho dubbi che il signore richiamato sia un soggetto da "bar dello sport", ma che sia un bravo matematico, non posso giudicare per ignoranza, però un certo modo di procedere per rendersi visibile, mi fa avere forti dubbi. E, d'altra parte, basta una laurea per proclamarsi e farsi acclamare "matematico"!

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