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Shoah

13 Aprile 2010 alle 19:30

Amici del Foglio, i paragoni in senso lato con la Shoah sono stolti (perché infondati). Ad eccezione di uno soltanto. Che in questi giorni non mi pare si sia giunti a fare. Quello tra Shoah e quel particolare aspetto dell’anticristianesimo che sono e sono state le persecuzioni. La fondatezza di questo accostamento, secondo la mia personalissima opinione, è da ricercare nel fatto che la Shoah, sotto la specie del razzismo, fu una vera e propria persecuzione religiosa perpetrata da parte di un gruppo di aposatati del cristianesimo. E’ solo l'accettazione di questo assunto, nella accezione di rigetto gratuito totale e assoluto di un gruppo portatore di identità religiosa (che per vastità non è toccato in sorte a nessun altro, se non, appunto, a cristiani ed ebrei) a spiegarne la radicalità e a rendere possibili certi collegamenti. Ed è sempre questo assunto, oltre a ragioni intrinseche di verità storica, a rendere ancora più vergognose e ignominiose le enormità pronunciate da un vescovo cattolico riguardo la Shoah. Secondariamente, (tenetevi forte) bisogna iniziare a prendere coscienza che noi e loro, cristiani e ebrei, siamo la stessa cosa, un'unica realtà religiosa (se vogliamo, scandita in due tempi), adorante e rendente culto allo stesso medesimo identico Dio. Non è un caso che è così che ci percepiscono gli altri.

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