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La sentenza contro Google

13 Aprile 2010 alle 10:14

La sentenza contro Google dice che Internet non può essere una prateria in cui far circolare atrocità o video vergognosi. La difesa piuomeno era questa: non possiamo controllare milioni di siti, la prateria è immensa. I due proprietari (e i loro avvocati) dimenticano però di essere diventati in 10 anni tra le persone più ricche del pianeta, di aver fatto guadagni incredibili senza nemmeno dover pagare migliaia di operai come un qualsiasi Marchionne. Hanno costruito un impero fondato su un prodotto dell'intelletto, con un impiego di uomini in proporzione piccolissimo. Ammiro loro e il sistema che li ha portati così in alto, ammiro la loro "americana" sregolatezza e il trionfo degli uomini "self-made". Provo però un certo fastidio che dicano che non possono controllare ciò che viene pubblicato, soprattutto guardando i loro guadagni, a costo quasi zero. Basterebbe spendere di più nei servizi di sicurezza, nei controlli. Non si possono costruire imperi economici senza spendere un centesimo in direzione della trasparenza, dell'educazione, della civiltà.

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