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Finti Parcheggi a Roma. Difendiamo le nostre piazze! Nell'indifferenza per la qualità urbana

13 Aprile 2010 alle 15:30

Il tema parcheggi a Roma non è stato mai affrontato come tema di cultura della città, come un piano d'insieme con soluzioni anche molto diverse tra loro, perché la città non è omogenea e richiede soluzioni diverse anche nei parcheggi. Diverse per dimensione e tipologia: a terra, ipogei, e soprattutto in elevazione, al posto di edifici obsoleti e di spazi vuoti, integrati con attività commerciali e per il tempo libero, in modo da renderli redditizi, piacevoli e sicuri. L'Amministrazione precedente affrontava il problema in modo sporadico ed economicistico (con un'ideologia più da vecchi costruttori-palazzinari che da aggiornati amministratori) arrivando a proporre la distruzione, con sei piani di parcheggio interrato, della collina del Pincio e dintorni. Gli oltre 350 parcheggi sono stati localizzati e spesso traslati in funzione dell'interesse delle imprese. Contro questo tipo di parcheggi, in realtà box-cantine private sotto il suolo pubblico, che distruggono le piazze esistenti senza togliere auto in sosta in superficie, perché le cantine sono spesso acquistate dai negozianti vicini come utili depositi, sono sorti numerosi comitati di cittadini organizzati . E' chiaro che una piazza con sotto una struttura del genere si trasforma in un coperchio tecnologico pieno di buchi e di emergenze, e la piazza viene distrutta come tale, perdendo ogni rapporto organizzativo e sociale con la città intorno. Il risultato sarà un puntuale disastro ambientale. Nessun dibattito su questi progetti è stato promosso neppure dalla nuova Amministrazione e assistiamo ad una piatta continuità, senza il minimo desiderio di confronto, senza un sussulto di orgoglio di schieramento per proporre una propria rotta politica. E questo pensiero "unico" delude profondamente, e mostra, e si vede nelle assemblee dei Comitati cittadini e di fronte al silenzio dei Municipi, come il gap culturale sia comune e diffuso anche tra i nuovi Amministratori di fronte a questa nuova speculazione edilizia.

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