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Bersani e la mancanza di leadership a sinistra

13 Aprile 2010 alle 18:39

E' davvero difficile, almeno per me, trovare coerenza e lucidità nel modo in cui l'onorevole Bersani si sta muovendo, anche semplicemente per quanto riguarda la sua lettura dei fatti più contingenti, figurarsi per quanto riguarderà le future linee programmatiche e le iniziative politiche del PD. Commentando i risultati delle primo turno delle elezioni regionali, egli aveva sostenuto, con un certo sprezzo del ridicolo, che non si poteva certo dire che la sinistra le avesse perse, nonostante fossero passate al centro-destra regioni di grandissima importanza e a lungo governate dalla sinistra. Oggi leggo che, dopo i risultati del secondo turno, il segretario del PD sta parlando di esiti molto deludenti. Lo sono e capisco che certe sconfitte come quella di Mantova hanno un valore anche simbolico. Ma quelli della prima tornata lo erano stati in una misura ben superiore, sia a livello di entità oggettiva che a livello "simbolico". Insomma, Bersani ricorda uno che dopo aver preso con ottimismo la distruzione della propria auto contro un palo della luce, crolla e si lascia andare allo sconforto perchè all'improvviso si stacca l'unico fanale rimasto intatto. Non lo dico per infierire o per fare facile ironia ma perchè, anche da diversi moderati di destra, l'elezione di Bersani era stata vista come portatrice di fondate speranze che finalmente il maggior partito di opposizione avrebbe avuto un segretario autorevole, parlo di quella leadership basata anche sulla chiarezza, concretezza e razionalità delle analisi. Per ora non sembra proprio sia così e questo, per chi sta aspettando che si creino le condizioni per fare queste benedette riforme condivise, è un elemento preoccupante. Speriamo che Bersani sia ancora solo in fase di rodaggio nel nuovo ruolo.

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