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Confindunstriansindancato

12 Aprile 2010 alle 15:51

Il sasso è stato lanciato. Di lunedì. Non so se farà splash o se le acque assorbiranno lievi il rumore del tonfo, e quindi nulla accadrà. Certo è che le considerazioni di Ferrara e i suoi richiami sono complessi. Il contraddittorio è al tempo stesso a rischio di aridità concettuale o di polemica pregiudiziale. L’argomento poi è pure difficile. Una cosa però mi viene da dire: quando il sindacato fa (ha fatto) politica, ce ne siamo lamentati, no? Forse sarebbe utile che Confindustria inquadrasse il suo ruolo e le proprie ipotesi solutive in maniera più dinamica, meno autoreferenziale, nell’ottica di operare in un “mondo” (nel senso stretto del termine) economico-produttivo che è certo più esteso dei contratti territoriali o dei classici negoziati con seduti ai tavoli i soliti tre protagonisti. La rivoluzione industriale di inizio secolo è ormai piuttosto lontana. Ma quella di questo millennio ancora non si è ben delineata. Bella e “affettuosa” la diagnosi sull’evoluzione interna dell’organizzazione. Però, se mi si permette, Ferrara nel criticare l’assenza di un respiro più alto, triangola (e strangola) proprio ciò che vorrebbe riformare, facendo riferimento proprio e solo all’orto che non vuole diventare campo. Ma più che sbagliare Ferrara penso che il “sistema” abbia ormai fatto il suo tempo. Cambiare sistema però mica è facile. Cambiare “capo” è invece molto più semplice. Anche se la Mercegaglia non si è dimostrata una cattiva condottiera.

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