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Oro nero

8 Aprile 2010 alle 13:30

Una strana coincidenza sembra accomunare i ripetuti aumenti della benzina: vengono stabiliti sempre a ridosso di vacanze o ponti festivi, quando cioè il maggior volume di traffico implica un maggior consumo di carburante. Le ragioni addotte dai petrolieri per gli aumenti sono sempre le stesse: «A causa delle tensioni sui mercati internazionali». Per le solite misteriose ragioni, però, non si considera che negli ultimi tempi l’euro si è rivalutato nei confronti del dollaro. E pensare che su un pieno di 50 euro, lo Stato ne incassa ben 31,06: un litro di benzina depurato da tasse costerebbe 0,43 euro, meno quindi di un litro di acqua minerale o di uno di latte.

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