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Giovan Battista Vico e la RU486

8 Aprile 2010 alle 15:19

Se Vico fosse nato nel nostro secolo non avrebbe parlato di “barbarie della ragione” quanto, piuttosto, di “malizia”. “La ragione tutta spiegata” che pretende da sola di penetrare il mondo e per la quale “si diedero gli stolti dotti a calunniare la verità” pare oggi, infatti, più prossima alla furbizia maliziosa di chi nega impunemente l’evidenza che non ad una involuta “sofisticazione” del pensiero: non tanto la stoltezza dei dotti emerge, quanto la malizia di chi sa, vede e nega. Ed alla “malizia” si risponde con l’unica possibile forma di “furbizia” consentita nel XXI secolo: banalmente, l’ “ovvio”. Prendiamo le “alte” disquisizioni etico-morali-filosofico-politico-religiose che stanno accompagnando il “malizioso” dibattito sulla RU486 e torniamo sulla terra, sull’evidenza, sul senso comune: proviamo a chiamare “veleno” invece che “farmaco” la pillola abortiva; “procedura di eliminazione” invece che “ciclo terapeutico” le fasi prescritte per la sua somministrazione; “uccisione del bimbo” invece che “interruzione della gravidanza” il “buon esito” di tale iter sanitario. Tutto quanto sopra premesso e ragionevolmente condiviso, si riprenda pure a discutere. Senza malizia.

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