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Le lenzuolate della libertà/ 6

7 Aprile 2010 alle 13:30

Che senso ha parlare di tariffe minime? Che senso ha parlare di professionisti mediocri che risentono della crisi? Tutti sanno che i mali delle professioni sono i mali del sistema che consente (o non consente) l'accesso alle medesime. E' evidente che i mali dell'avvocatura sono causati da un sistema di accesso alla stessa che seleziona solo formalmente, ma in sostanza consente l'accesso a chiunque abbia un minimo di perseveranza, con esami universitari di basso profilo, con una pratica professionale formale e priva di preclusioni, con un esame di abilitazione che in molti circondari (ed il ministro gelmini può ben confermarlo) è alla soglia del ridicolo. Allora di che lamentarsi? E' ovvio che se il sistema crea migliaia di professionisti immeritevoli essi dovranno pur "campare" e quindi inventeranno cause inutili, applicheranno tariffe imbarazzanti per i concorrenti (anche grazie ad un'evasione fiscale quasi totale anch'essa insopportabilmente tollerata) a totale scapito della professionalità e della dignità di una professione oramai in perenne declino. Che senso ha programmare l'accesso a determinate professioni (notai, odontoiatri, medici, farmacisti) e consenitire l'accesso a chiunque in altre? Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il numero programmato consente l'accesso ai soli raccomandati (ovviamente con qualche rara eccezione) individuati dal solito sistema para-baronale nelle professioni "a numero chiuso", mente consente l'accesso a chiunque altro nelle professioni senza preclusioni, a discapito di ogni professionalità ed a dispetto di ogni esigenza "di mercato".

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