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Il Papa alla berlina

6 Aprile 2010 alle 13:30

La sguaiata gazzarra antipapale procede come da strategia: il Papa deve dimettersi! Così vorrebbero quegli sprovveduti che confondono il Papa con un qualsiasi “mister” del campionato di calcio cui è andata sconfitta la squadra miliardaria che lui allena. L’obbrobrio pedofilia, ignominia oscena che l’uomo pratica sui suoi figli più piccoli, dovrebbe essere riscattata facendo del Papa il capro espiatorio, immolato a satollare la sitibonda giustizia che tormenta la coscienza ipocrita dell’anticlericalismo ateo. La tragedia pedofilia allerta quelle coscienze che tutt’ora fanno del sesso il miserabile banco di prova dove misurano le loro coscienze sorde ad ogni moralità. La libertà democratica non pone limiti ai modi e ai godimenti del sesso, considerandolo una libera espressione della personalità di ciascun individuo nelle cui faccende intime non c’è morale che tenga a poterne frenare le godurie. La religione è il tentativo della società di adeguarsi al sentimento di dipendenza dal mondo divino, un modo etico di discernere il bene dal male: ma è sempre l’uomo la creatura cui compete scegliere se con Dio o con Satana. Non è la veste sacerdotale che rende l’uomo migliore dell’altro uomo, è ininterrottamente la coscienza quella che ci fa ottimi o pessimi e, i pessimi, son tanti, annidati finanche fra i sacerdoti. “Oportet ut eveniant scandala”: “Verumtamen vae Homini illi, per quem scandalum venit” (ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo). Ề il Vangelo che ammonisce coloro che offrono occasione di scandalo. “Maxima debetur puero reverentia”, e Gesù afferma che per chi scandalizza un fanciullo sarebbe meglio gettarsi in acqua con una macina al collo.

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