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Le cambiali di Cota / 5

2 Aprile 2010 alle 16:00

Gentile sig. Vitone, nella sua risposta Lei prima cita le condizioni - che ho sempre richiamato nei miei interventi - alle quali è sottoposto il diritto all'IVG (quindi il diritto esiste anche se Lei fa fatica a trovarlo!) e poi mi imputa il riconoscimento di un generico diritto all'aborto (mai fatto, basta leggere). Mi verrebbe da suggerirle, amichevolmente, di mettersi d'accordo con se stesso. Ad ogni modo, è del tutto ovvio che non può esistere un generico diritto all'aborto, esattamente per lo stesso motivo per cui non può esistere (ad esempio) un "generico" diritto alla manifestazione del proprio pensiero (che infatti non comprende il diritto di diffamare le persone). In nessun caso l'esercizio di un diritto è senza limiti, perchè può confliggere con il rispetto dovuto ad altri diritti riconosciuti dall'ordinamento. E' la legge che si preoccupa di trovare un punto di equilibrio (spesso difficile e doloroso) tra queste istanze contrapposte, dettando le condizioni per poter legittimamente esercitare il diritto che essa stessa attribuisce (alla donna, in questo caso).

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