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"Destra-destra"

1 Aprile 2010 alle 07:00

Non sono mai stata di destra-destra, ma a dire il vero non so dire cosa sia stata. Eppure ho partecipato alla vita civile di questo Paese, e convintamente. Probabilmente non sono appartenuta ad alcun schieramento politico perchè nessuna ideologia è riuscita a conquistarmi, sebbene abbia creduto sempre e, forse, esclusivamente nell'"uomo". Non saprei obiettare a Pietrangelo Buttafuoco, il cui sfogo accorato suscita in me, estranea a quel mondo di cui parla, spasmi di nostalgia, e trovo altrettanto estranea la risposta, anch'essa capace di sfiorare le corde del mio malessere e del disagio. Probabilmente a questo paese manca una destra-destra,intesa nella migliore delle accezioni(cioè non razzista, xenofaba, dispotica ed dal cazzotto facile), e capisco il disorientamento per un Fini enigmatico e spiazzante (se non si pensasse di considerarlo uno stratega che guarda ad un futuro dopo il berlusconismo), ma al di là dello forze politiche in "campo" è evidente che manca un substrato culturale che rimetta "la palla a centro", cioè dei valori che non siano i soliti mutuati dall'ambiente cattolico, valori civili, anche non condivisi e per questo degni di lotta ed incaponimento che elevino la dialettica politica e permettano alla società civile di schierarsi in altro che non siano i reality tv. Ben vengano revisionismi storici a tutela di ciò che potrebbe condurci fuori dalla melmosa quotidianità, a nuove forze politiche capaci di sussulti non estemporanei e contingentati,eppure preferiamo restare sulla sponda del fiume ad aspettare che passi il cadavere. Ed allora che "passi presto", perchè l'inedia rischia di ucciderci tanto quanto la lotta cruenta.

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