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Allarme giallo

30 Marzo 2010 alle 19:00

A Sofri mi lega quell'amicizia monodirezionale che può instaurarsi tra un maestro che ha pensieri e belle parole per dirli, e una persona a lui sconosciuta, che non ha che da imparare. Con la franchezza che si deve ad un amico, nella "Piccola posta" di oggi emerge un sentimento sballato, pericolosamente vicino alle ragioni sballate per cui qualcuno può averlo ritenuto capace di un omicidio. Certo che il potente indispettisce, a maggior ragione quando la naturale invidia per il suo potere confluisce nella retta disistima per l'uso personale e illegale che ne fa, ma i giudici possono fare eccezione? Perchè hanno motivazioni "migliori"? La tutela serve ai deboli, ma deve essere applicata innanzitutto ai forti: se un forte non può difendersi da un sopruso, il debole non ha speranze. La vendetta è un risarcimento illusorio, e Sofri per primo sente su di sè questo tallone. E se questo è l'argomento ipocrita dei furbi, io non so che farci. I peggiori giudici stanno tra i migliori? Questo è un paradosso. Nella realtà il miglior giudice è, banalmente, quello che rispetta la legge.

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