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Libertà: interpretazione a convenienza

29 Marzo 2010 alle 14:30

“Noi abbiamo il diritto, ma anche il dovere di parlare e di farci sentire, noi dobbiamo essere ascoltati” queste alcune delle frasi storiche dette in Raiperunanotteche da Michele Santoro, ormai rimasto l’unico vero leader di una sinistra senza più una vera identità che li accomuni, se non quella del tutti contro Berlusconi costi quel che costi. “Rai per una notte dimostra che la censura nei tempi moderni è inutile, è un’assurdità, può perfino essere un boomerang" aggiunge Bersani. Ho paura che il boomerang sia stato lanciato per l’ennesima volta dal popolo di sinistra. Mi chiedo, se la libertà di espressione è cosa sacra, e lo è, o come dice Benigni citando S. Agostino “ la libertà anche quando se ne fa un cattivo uso è un bene assoluto”, perché lo è solo per alcuni? Perché allora non dare voce anche a partiti come Forza Nuova? Perché contestare duramente una manifestazione delle estreme destre come quella del 30 giugno 2009 a Genova, oppure a Milano in piazza della Scala nell’aprile del 2009 contro il convegno dei partiti di estrema destra, o ancora il tristemente famoso 28 febbraio 2008 a Bergamo, quando la città fu messa sottosopra in occasione dell’apertura dell’ormai vecchia sede di via Bonomelli di FN. Perché permettere a Santoro di cantare in onda “bella ciao”, vomitare sentenze senza contradditorio, fomentare odio verso una sola parte politica, permettergli di fare campagna elettorale tutto l’anno e non permettere a un popolo di minoranza come FN di radunarsi per un comizio? Se la libertà di parola in tv è un diritto per tutti, allora io mi prodigo per una trasmissione condotta magari da Roberto Fiore e da tutti quegli estremisti di destra che non condivido e che mai guarderò ma a cui è doveroso offrirgli un’opportunità come quella che da anni diamo a Michele Santoro.

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