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Aborto/ 30

29 Marzo 2010 alle 20:00

Nessuno può dirsi “abortista”, nessuno che abbia mente mediamente funzionante e un minimo di umanità. Sarebbe come dire che siccome fai la chemioterapia ti piace il cancro: fai la chemioterapia perché ci hai il cancro, e preferisci perdere i capelli e vomitare l’anima anziché finire 2 metri sotto terra ad ingrassare il verme. Ma tant’è: il cancro c’è e ci sono le gravidanze non desiderate (perché sai che tuo figlio sarà menomato, perché non hai casa né lavoro e non te lo puoi permettere, perché, semplicemente, sei un irresponsabile e non rifletti sulle conseguenze delle tue azioni, proprio come l’idiota, e io sono uno di quelli, che si fuma 30 sigarette al giorno e che mette in conto il cancro); e bisogna confrontarsi con queste realtà, con un po’ di buon senso e di partecipazione affettiva. Uno si prova a curare il cancro e a far sì che l’interruzione di gravidanza avvenga col minor grado di sofferenza possibile; si stilano protocolli scientifici, si fanno leggi, insomma, si cerca di non improvvisare. Quelli che blaterano contro la 194 e che danno dell’abortista a chi la difende vivono, evidentemente, nella Città di Dio, dove tutto riluce di perfezione e di santità: ma qui giù, nel mondo vero, le cose vanno diversamente e tocca farci i conti con questa diversità. Il dolore e l’ignoranza non se ne vanno se gli urli contro, ma solo se li comprendi e ne hai pietà.

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