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Pira legislativa.

26 Marzo 2010 alle 11:30

"Calderoli manda al rogo 375 mila norme " = bel titolo ad effetto apparso sul "Corriere" del 25, che si differenzia un pò dal richiamo alle leggi, errore in cui sembra cadere (dal titolo) persino Gian Antonio Stella, nella stessa pagina. Ma nell'articolo, con la solita arguzia, ci informa che una commissione parlamentare "aveva accertato ". Sempre troppi sarebbero, anche se il numero mi puzza essere stato calcolato in difetto, in grave difetto. Però 375 mila, a mio modesto avviso, sarebbero proprio un numero spropositato. Però bisogna avere presente che le leggi, in Italia, sono poca cosa nell'oceano normativo (statale, regionale, provinciale, comunale e d'altre autorità non propriamente territoriali). Ora se Calderoli ha bruciato 375 mila leggi (?), con una modalità diversa e non normata da quella ordinaria dell'abrogazione, temo che ne restino altrettante (non leggi, ma atti normativi). Non dimentichiamo circolari e altre bazzecole che vengono richiamate dai giudici. E non dimentichiamo la sconfinata giurisprudenza, che all'occorrenza dà una grande mano nelle "libere" decisioni di un potere potente e geloso della propria indipendenza e, allora, ci rendiamo conto che c'è ancora tanto da fare per sistemare il sistema giustizia (e non solo questa parte enorme, ma poco significativa). Ma di questo passo non so se riuscirò a vivere abbastanza da vedere messo a posto le cose. Dubbio per il quale non ho appellato, con le sorelle, la sentenza di primo grado pubblicata pubblicata 8 anni dopo la morte di mio padre, steso da uno sconosciuto pirata della strada: avvicinandoci alla settantina abbiamo preferito non correre il rischio di lasciare la rogna ai nostri figli.

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