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Aborto / 27

26 Marzo 2010 alle 21:00

Sig. Ruben, nel mio precedente commento sull'aborto, parlavo dal punto di vista della Chiesa, del cristiano che condanna il peccato, ma non il peccatore. Uno Stato ha il dovere di dare condannare il terrorista, ma non può impedirgli di essere abbracciato (anche in carcere) dalla misericordia di Dio. Un carcerato di Padova ha raccontato durante una mostra al Meeting di Rimini che solo dopo aver incontrato Cristo si è reso veramente conto dell'errore fatto.E se da una parte questo lo faceva soffrire di più, è anche vero che il suo stato d'animo era passato dalla disperazione alla speranza. Le dirò di più: condanno il peccato dell'indifferenza rispetto al dramma dell'aborto, e non solo rispetto al genocidio degli aborti selettivi in Cina e India, ma anche rispetto alla non corretta applicazione della 194. Siamo sicuri che nelle strutture ospedaliere prima di arrivare all'aborto si fa di tutto per eliminare le cause psichiche o economiche che porterebbero una donna a questa drammatica decisione ? Al sig.Francesco vorrei dire che i radicali voglino una legge sull'aborto molto più "liberal". Ha presente tipo la libera vendita della RU486 da consumarsi, in solitudine, a casa.

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