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Aborto / 26

26 Marzo 2010 alle 20:30

Ha presente, sig. Caruccio, l’episodio evangelico dell’adultera sottratta alla lapidazione da Cristo che sfidò la folla invitando chiunque fosse senza peccato a scagliare la prima pietra? L’idea di fondo è quella: agli uomini è consentito giudicare i comportamenti secondo la legge di Dio (Cristo congeda l’adultera esortandola a non peccare più) ma nessuno, se non Dio, ha l’autorità morale per giudicare il peccatore. Ovviamente quello che vale per il peccato non vale per il reato perché la società chiede conto al reo dell’offesa ricevuta. In questo la parziale contraddizione che lei giustamente rileva: una proibizione non ha senso senza una pena che colpisca il trasgressore. Come si può combattere una battaglia legale contro l’aborto senza punire chi abortisce? Si potrebbe considerare trasgressore il medico che opera e dichiarare incommerciabili i farmaci abortivi, ma si finirebbe per alimentare il mercato nero senza risolvere nulla. Ai pro life modestamente suggerisco di concentrare le proprie energie sulle campagne di sostegno e di sensibilizzazione. Cambiare gli uomini per cambiare le leggi: il contrario non funziona.

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