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Bagnasco e l'episcopato italiano

24 Marzo 2010 alle 09:00

Il problema, a mio parere, rimane (sarà che vivendo in Piemonte, a tu per tu con certi "vescovi", ho una visione sfalsata): la vicinanza delle parole del card. Bagnasco al Magistero di B-XVI è lodevole, ma, salvo rare illustri eccezioni (Ruini, Fisichella, Caffarra, giusto per fare qualche nome) come siamo messi con il resto dell’episcopato italiano (e soprattutto coi cosiddetti “cattolici impegnati”)?

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